Gli ultimi due seminari con le insegnanti dell’I.C. Visconti a Roma, maggio 2019

Dopo i primi due seminari svolti presso la scuola Gianturco a Roma, il cui report è consultabile a questo link, la formazione con le insegnanti dell’I.C.Visconti è proseguita con altri due incontri, svoltisi il 17 e il 27 maggio, di circa 2 ore e 30 minuti ciascuno. Particolarmente suggestiva la sede del seminario di lunedì scorso, a Palazzo Cevia.

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Negli ultimi incontri, oltre ad analizzare le fotografie e le esercitazioni delle insegnanti, si è insistito sull’importanza della conoscenza del linguaggio fotografico e sono stati  ribaditi alcuni concetti utili per la decodifica del linguaggio delle immagini, per l’analisi dei contenuti e dei contesti di produzione delle fonti, considerando anche le immagini d’archivio che si possono trovare sul web (sono stati indicati diversi siti, oltre l’archivio Luce).

I temi della specificità del linguaggio audiovisivo e quello della messa in scena in quasi ogni tipologia di fonte di immagini, fisse e in movimento, quello del punto di vista e della comunicazione attraverso la produzione di immaginari, sono stati ulteriormente scandagliati.

Si è posta l’attenzione sulle fotografie realizzate con cellulari e macchine digitali, che sono state commentate dal punto di vista compositivo, del linguaggio specifico, dell’intenzionalità espressiva (poetica, estetica). Si è insistito sul fatto che ai ragazzi, insegnando le specificità del linguaggio fotografico, sia data così la possibilità di riflettere, prima di scattare compulsivamente, portandoli a maturare il gusto per l’inquadratura, frutto di una scelta consapevole, motivata, finanche creativa e artistica.

Sono state riviste le metodologie per la raccolta e la schedatura delle fonti negli archivi privati, a cominciare dalle famiglie delle insegnanti, ipotizzando, per le eventuali narrazioni da parte di ognuna, temi legati a determinati periodi storici, o a fenomeni di trasformazione economica e sociale nel nostro paese.

Abbiamo quindi introdotto il tema delle fonti fotografiche (e filmiche) di famiglia e amatoriali, soffermandoci sulle loro caratteristiche (visibile/invisibile nelle rappresentazioni, immaginari, identità, felicità e dolore, conflitti, memorie e storie), individuando le parole chiave principali per connotare questi documenti (viaggi, feste, compleanni, comunioni, battesimi, matrimoni, gite, lavoro, cure famigliari, ritratti, guerre …).

Ci si è soffermati in particolare sugli aspetti della rappresentazione, della propaganda, della produzione e uso di queste fonti in quanto produttrici di immaginari e agenti di storia dalle origini della storia sia della fotografia, sia del cinema.

Si è parlato inoltre di uso di fonti e memorie di famiglia per “fare” racconto, storia e letteratura, confronto tra fotografia e pittura, ma anche per riconciliarsi con la famiglia, con alcuni dei propri cari e la propria storia. Si è considerata l’opportunità di far riflettere i ragazzi sul fatto che le fonti fotografiche o filmiche di famiglia, i racconti relativi agli eventi famigliari escludano spesso molte “zone d’ombra”. Come per l’inquadratura e la messa in scena nella realizzazione di una fotografia, o di un film, così nella scrittura e nei racconti autobiografici e di famiglia c’è sempre un punto di vista che include ed esclude, tra visibile e invisibile, e spesso quello che si esclude è il conflitto.

Si è analizzato il significato della realizzazione e dell’uso di queste fonti nella rappresentazione delle storie di famiglia, facendo riferimento a un film a base di fonti visive e sonore di famiglia, Un’ora sola ti vorrei, di Alina Marazzi, del 2002 (le insegnanti sono state invitate a reperirlo e vederlo). A questo link un’intervista alla regista che spiega l’urgenza e le scelte del film. Nel film, al di là dei suoi intenti più generali ed emozionali, emergono infatti i conflitti tra una figlia e la madre, tra la figlia e il padre, tra la protagonista e i suoi figli, nonché i conflitti interiori della protagonista.

Si è quindi proseguito con l’indicare come compilare, nel modo più accurato possibile, le schede di descrizione di ciascuna fotografia, fra quelle selezionate dalle docenti, facendo particolare attenzione alla lettura e alla descrizione dei contenuti e delle loro forme linguistiche.

Sono state analizzate le esercitazioni finora svolte, consultabili in questa pagina del sito, dove saranno a mano a mano pubblicate quelle ancora mancanti.

Infine si è deciso di rivederci il 24 giugno presso la scuola Gianturco, per una verifica conclusiva del lavoro svolto e per impostare i laboratori che saranno svolti nelle classi nell’autunno 2019.

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