Eccoci a Roma, nella V A, Luigi Settembrini

Cinefotoeduca, dopo i numerosi incontri a Roma con gli insegnanti della scuola elementare Gianturco, dell’Istituto comprensivo Visconti, nel corso del 2019, ha iniziato i laboratori con la classe V B del plesso Luigi Settembrini. La sede della scuola, in un antico palazzo romano del Seicento, è davvero unica: a due passi dalla Fontana di Trevi.

Con la maestra Marina e gli effervescenti bambini si è partiti alla scoperta degli elementi di base del linguaggio fotografico.

I bambini hanno letto e commentato le dispense sui piani e sui campi e si è riflettuto insieme sull’inquadratura. Ed è stato subito GIOCO!!!

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Bellissime e davvero creative le inquadrature realizzate dai ragazzi, che non finiscono mai di stupire!

Muniti di forbici e colle i ragazzi hanno poi visionato e scelto fotografie di generi differenti da riproduzioni portate appositamente dallo staff di Cinefotoeduca, o da riviste reperite a casa. Ognuno di loro ha individuato inquadrature di piani e campi differenti, componendo il proprio collage, con testi e immagini e descrizione delle fotografie.

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Ne è emerso un quadro dei soggetti preferiti dai ragazzi, soprattutto animali, paesaggi, oggetti legati al cibo e all’alimentazione, o al vestiario.

L’esercizio è stato ideato anche per parlare di generi fotografici, invitando i ragazzi a riconoscerli: dalla fotografia di moda, a quella di reportage, da quella sportiva a quella di costume e spettacolo, alla foto di cronaca.

Sorprende sempre constatare con quanta facilità i bambini, a volte più degli adulti, assorbano e intuiscano, imparino a riconoscere e a decodificare il linguaggio delle immagini e saperlo usare in modo più consapevole!

Bravi ragazzi! 

Laboratori in Luce a Orvieto!

Dopo gli incontri formativi a Orvieto, rivolti agli insegnanti, sono partiti i primi laboratori nelle quinte elementari e seconda media a Ciconia e a Sferracavallo, insieme alle insegnanti Luisa, Sabrina, Silvia, Simona, Claudia e Patrizia.

Il 13 e il 14 gennaio abbiamo iniziato un percorso denso e impegnativo, insieme ai ragazzi nelle classi, che qui cerchiamo di restituire a partire da un un omaggio a Federico Fellini, nel centenario della sua nascita, rappresentato dal ragazzo che appare spesso nelle illustrazioni della Guida pubblicata sul sito.

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Sono state giornate intense, ma al tempo stesso serene e proficue. Questi bambini, ma crediamo tutti i bambini… sono meravigliosi: per loro, insegnanti, operatori culturali come noi, genitori stessi, sembrano (sembriamo) non avere età. Pur nel rispetto che mostrano nei confronti degli adulti, la disposizione dei loro animi è quella di lavorare insieme con fiducia, alla pari, con gioia e divertimento e… viceversa. Anche gli adolescenti, con le loro inquietudini, hanno mostrato coraggio nel voler partecipare al progetto e nel mettersi in gioco, in una età in cui si ha più difficoltà ad accettarsi, quindi a sperimentare linguaggi diversi, per rappresentarsi e rappresentare il mondo, con impegno e consapevolezza.

Per tutte e cinque le classi si è seguito lo stesso programma di massima. Dopo la conoscenza iniziale reciproca, tra i ragazzi e le sottoscritte, introdotta dalle insegnanti che avevano già preparato i ragazzi a questi incontri, illustrando il progetto anche alle loro famiglie, si è svolta una prima chiacchierata sul cinema e la fotografia come espressioni e mezzi di conoscenza della realtà, e sui loro linguaggi.

Si è parlato del rapporto tra letteratura e cinema, partendo da alcune considerazioni sul film più visto al cinema dai bambini durante le festività, Pinocchio di Matteo Garrone. E’ stato interessante commentare le diverse percezioni trasmesse dal Pinocchio di Garrone, rispetto al racconto del romanzo di Collodi, che i bambini hanno letto o che è stato loro letto dai genitori o dai nonni. Ci si è potuti soffermare sulla scelta autoriale diversa tra il film di Pinocchio della Disney, di animazione, quello di Comencini e di Benigni e infine di Garrone. Ad ognuno il suo Pinocchio! Così per la fotografia… ad ognuno il suo punto di vista nel guardare, fotografare, mostrare frammenti del proprio mondo e della propria visione del mondo …

Si è passati quindi alla lettura delle dispense predisposte per la comprensione del concetto di inquadratura, quindi di spazio e tempo nella cornice ideale selezionata dal proprio sguardo attraverso un obiettivo. Si è ragionato sull’operazione di inclusione ed esclusione al suo interno, sulla scelta dei piani, dei campi, della luce, dei dettagli, particolari, dell’angolazione, infine sulla messa in scena.

Poi i bambini e i ragazzi si sono letteralmente scatenati, grazie ai dispositivi mobili che alcuni genitori hanno loro lasciato, nell’esercizio di documentare e provare a sperimentare i propri sguardi e la propria sensibilità nel ritrarre la classe, i compagni, altro…

Alcuni scatti dei bambini della V A di Orvieto Montecchio – Ciconia

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Come ormai sappiamo, quasi sempre i loro sguardi riservano sorprese!

Ecco altre fotografie scattate dai bambini…. dai campi medi ai ritratti dei propri compagni e amici.

Alcune fotografie dei bambini della V B di Orvieto Montecchio – Ciconia

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Altre immagini, in questo caso dei bambini della V B di Orvieto Baschi – Sferracavallo

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Altre foto realizzate dai bambini della V A di Orvieto Baschi – Sferracavallo

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In ultimo, le fotografie dei ragazzi della scuola media II A di Orvieto Montecchi – Ciconia

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Le immagini sono state commentate insieme, con qualche risata e riflessione in più sul modo più efficace per esprimere i propri punti di vista inquadrando.

L’esercizio successivo ha visto gli alunni misurarsi con la consultazione di riviste di ogni tipologia dedicate a soggetti diversi (cronaca, costume, politica, moda, ambiente e natura, animali, viaggi, persino carabinieri e polizia). Scambiandosi anche i periodici i bambini li hanno sfogliati incuriositi, mostrandosi a vicenda immagini e articoli, per poi scegliere fotografie stampate, ritagliarle, incollarle su dispense preparate ad hoc per ciascuno, quindi descriverle dal punto di vista del linguaggio (ovvero il tipo di inquadratura e la disposizione di quanto rappresentato).

Ed ecco alcune fotografie dei ragazzi al lavoro!

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E’ stato loro chiesto di aggiungere anche delle riflessioni personali, soprattutto sul contenuto delle immagini scelte e sul motivo dell’interesse suscitato in loro. Inoltre sono stati invitati a incollare le immagini sui fogli a disposizione e a fare attenzione anche alla composizione, suggerendo la creazione di collage artistici, oltre di documentazione. Anche in questo caso non sono mancate sorprese. Quasi tutti hanno scelto fotografie su temi specifici. I principali argomenti e testi da loro selezionati: animali, paesaggi e natura, problema dell’inquinamento della Terra, moda, paesaggi urbani, bambini, sport, militari…. La sensibilità e l’attenzione, la profondità dello sguardo dei ragazzi su alcune questioni particolarmente complesse del nostro presente è la conferma di quanto siano attenti e consapevoli… A volte più responsabili e saggi degli adulti! Molti di loro hanno realizzato delle piccole fotoinchieste! Usando e riusando, creando nuove narrazioni con le fotografie ritagliate da giornali diversi. Una bambina dopo aver scelto fotografie di animali sofferenti, per denunciare i maltrattamenti ingiustificati che gli uomini infliggono loro, si è commossa, circondata subito dai compagni che hanno voluto consolarla…. Alcuni bambini hanno anche commentato le fotografie con disegni a libera interpretazione del soggetto rappresentato!

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Questo esercizio è stato ultimato dai più. Le maestre raccoglieranno nei prossimi giorni tutti i “componimenti” dei ragazzi, che saranno mostrati e commentati al prossimo incontro.

Una parte degli incontri è stata dedicata alla discussione sulla scelta del percorso didattico successivo. Tutte le insegnanti e i bambini stessi sono stati d’accordo nel lavorare sulla storia del lavoro nelle famiglie, a partire da quello svolto dai propri genitori, quindi dai nonni ed eventualmente dai bisnonni, ma anche da fratelli e sorelle più grandi, zii e cugini. Sono state date indicazioni metodologiche ai ragazzi per la produzione di documentazione fotografica, ma anche, se volessero, di brevi video sui mestieri e le professioni dei genitori e dei nonni.

Sono stati spiegati i principali movimenti di macchina e gli accorgimenti da tener presenti per evitare inquadrature mosse, sfocate, buie, sovraesposte.

Altri suggerimenti hanno riguardato la raccolta di fotografie di famiglia, a partire dalle più antiche, che mostrino propri famigliari in un contesto lavorativo. Due le schede che gli insegnanti potranno fare utilizzare ai ragazzi:

Sono state date indicazioni su come conservare le foto stampate e gli eventuali negativi e su come prenderle e “trattarle”.

È stato fatto cenno alla storia del cinema delle origini con le caratteristiche dei primi film, a cui ispirarsi per eventuali messe in scena a inquadratura fissa in caso di realizzazione di brevi video interviste ai famigliari.

In due classi, le maestre Sabrina e Silvia hanno già avviato una prima indagine esplorativa sul lavoro dei propri genitori, che molti bambini hanno iniziato a descrivere nei loro quaderni con una o più fotografie e brevi testi. E’ stato chiesto un approfondimento a partire dalle indicazioni sopra esposte.

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Nei prossimi incontri che si svolgeranno lunedì e martedì 10 e 11 febbraio 2020 i bambini dovranno portare le foto ed eventuali brevi video. Dovranno inoltre raccogliere informazioni e testimonianze sulle scelte lavorative e gli studi svolti dai famigliari, ma anche su come tali scelte abbiano influito all’interno dei rapporti tra madri e padri e figli.

Le foto a mano a mano realizzate e raccolte potranno essere inviate alle insegnanti che provvederanno anche a stamparle, prima del prossimo incontro.

Durante i laboratori di febbraio, con i materiali dei ragazzi si procederà alla realizzazione di un diario con immagini fotografiche, testi scritti, anche disegni, con commenti e racconti dei ragazzi. Centrale sarà la restituzione delle rappresentazioni e degli immaginari sui lavori e i mestieri dei propri cari, attraverso soprattutto le immagini.

Trattandosi di circa un centinaio di alunni e di almeno una coppia di famigliari per ciascun bambino, potrebbe emergere un campione di mestieri e professioni significativo nel territorio di Orvieto, oggi e ieri, con una riflessione generale sull’evoluzione e le trasformazioni del lavoro nella comunità orvietana. In base alle tipologie di mestieri e professioni eventualmente emergenti, si potrebbe pensare anche alla realizzazione di un Diario dei mestieri unico per le classi che partecipano a questo progetto.

Grazie alle bravissime insegnanti e ai cari ragazzi, grazie alle maestre che hanno partecipato per ora solo agli incontri di formazione e un grazie speciale a Teresa, bibliotecaria e principale promotrice di questo progetto, partito dalla Nuova Biblioteca Luigi Fumi di Orvieto, unica per i patrimoni conservati e bellissima!

Buon lavoro a tutti!

Teresa con Patrizia e Letizia nella galleria della collezione di dipinti della Biblioteca Luigi Fumi, gennaio 2020

Dati sulle raccolte foto di famiglia degli insegnanti di Orvieto (in incremento)

A seguire la scheda di catalogazione della fotografia di famiglia di una maestra di Orvieto, che pubblichiamo per esteso e non in pdf, quale modello per la compilazione delle schede con i “primi” dati e informazioni sull’immagine e il suo contesto. Successivamente, i pdf delle schede delle altre insegnanti, pubblicati a mano a mano che saranno trasmessi.

famiglia Basili

Famiglia BASILI LUISA – Foto n. 1

Foto in bianco e nero stampata in digitale, riproduzione di una foto stampata su carta

Non ho notizie di chi abbia scattato la foto

L’anno in cui è stata scattata: 1932

Indica il luogo raffigurato, oltre alla città o al paese (es. Napoli, via, giardino della casa dei nonni; …)

La foto è stata scattata ad Orvieto a casa della Famiglia Barloscio in strada Fontana del Leone

L’occasione in cui è stata scattata (es. il matrimonio della nonna materna, la vacanza al mare della mamma da bambina, il battesimo di papà, il battesimo della zia …)

Non si hanno notizie sul motivo per cui è stata scattata la foto. Si presume fosse in occasione del fidanzamento della ragazza quasi al centro della foto, “protetta” dalle altre donne, che sembra fare capolino.

I nomi delle persone, o della persona, raffigurate nella foto (quando occorre specificando per es. primo da sinistra …, al centro…, seduto in basso… ecc.) e i ruoli ricoperti all’interno del nucleo famigliare (es. Luigi Rossi nonno materno, Enzo Verdi fratello della nonna paterna, etc.)

La fotografia ritrae la famiglia Barloscio in un bel totale del gruppo all’aperto, in campagna. Al centro, seduta, è la secondogenita, Irma. Accanto a lei ci sono la futura cognata e suocera. I bambini in piedi di fronte nella foto non sono identificati. In piedi dietro Irma c’è Francesca la primogenita, mia nonna, Irma, con in braccio la prima figlia, Ilia, mia madre.  A sinistra della foto il padre di Irma, il capofamiglia, Pietro Barloscio e il figlio più piccolo, Dino. A destra seduta e in disparte, ma in primo piano, la moglie di Pietro, Caterina, detta anche Luisa, la mia bisnonna.

Indica inoltre dove hai trovato, dove e da chi è conservata la fotografia (es. nella cantina della nonna, nel cassetto della camera da letto dei tuoi genitori, in una scatola nella casa di campagna dello zio del nonno, ecc.)

La fotografia mi è stata regalata da una cugina che l’ha trovata mettendo a posto una stanza della casa di famiglia.

Indica che uso abbia fatto la tua famiglia della foto: se è stata ingrandita, o incorniciata, o regalata ai parenti, o esposta da qualche parte e dove (es. sulla scrivania di papà, sul cassettone della nonna, ecc.), o duplicata più volte e per quale motivo, inviata per posta, ecc.

La foto ora è stata incorniciata e messa accanto alle altre foto di famiglia  

Racconta, dove possibile, il ricordo che un tuo parente ha di quella foto (es. dice lo zio Vincenzo Verdi: non riuscivamo a stare fermi e ci veniva da ridere; siamo andati dal fotografo …. e abbiamo pagato un sacco di soldi; tirava un vento tremendo che ha fatto volare il cappello di nonno, ecc.), o cosa si racconta in famiglia.

Non ho particolari racconti da fare riguardo questa fotografia. Però conosco la storia di questa famiglia, quella di mia nonna, perché mi è stata spesso raccontata. La posa dei protagonisti e la loro espressione la testimoniano. La ragazza al centro, Irma, secondogenita stava per fare un bel matrimonio e i genitori, soprattutto la mamma Caterina, detta Luisa – da lei ho preso il nome- era molto soddisfatta e fiera. Il matrimonio sarebbe stato il riscatto della famiglia in seguito al matrimonio della prima figlia, mia nonna Francesca, che si era sposata contro il volere dei genitori, incinta di un uomo più grande di lei e povero. La situazione aveva creato grave imbarazzo alla famiglia che fino alla nascita di mia madre non l’aveva accolta nuovamente in famiglia. Lo sguardo fiero di Irma, la soddisfazione della mamma e la posizione di mia nonna in secondo piano e l’assenza del marito mio nonno, lo rivelano.

Didascalia della fotografia: Autore (se identificato), soggetto rappresentato, luogo, data (anche approssimativa), misure (altezza x larghezza)

Famiglia Barloscio- Orvieto -Strada fontana del Leone 1932- Foto in bianco e nero 15cmX10 cm

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Seguono i pdf delle schede di altre insegnanti

Mazzoni_scheda_catalogazione_foto_famiglia

Mazzoni_scheda_informazioni_raccolta_famiglia


 

Corradini_scheda_informazioni_raccolta_famiglia

Corradini_scheda_catalogazione_foto_famiglia 1



 

Nonni_Di_Nuzzo

 

Di Nuzzo scheda_informazioni_raccolta_famiglia

Di Nuzzo scheda_catalogazione_foto_famiglia

 


 

 

Taddei_scheda_informazioni_raccolta_famiglia

Taddei-scheda_catalogazione_foto_famiglia_01

Taddei_scheda_catalogazione_foto_famiglia_2_mamma


 

Peroni_scheda_informazioni_raccolta_famiglia

Peroni_scheda_catalogazione_foto_famiglia_01

 

Cinema delle origini e storia: inquadrare per comprendere

Ecco un percorso di cinema e storia a partire dai primi film sul Risorgimento. Lo segnaliamo per i bambini delle elementari e della scuola d’istruzione secondaria di I grado. Buona scoperta e buon divertimento a insegnanti e ragazzi!

visioni dalla storia

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Credo sia noto il legame molto stretto tra la nascita del cinema italiano e il suo “uso” per “educare”, finalizzato alla costruzione di una identità nazionale, attraverso la rappresentazione per esempio delle memorie e dei valori patriottici del Risorgimento, naturalmente secondo la sensibilità, le esigenze, le urgenze, i contesti storico-politici e sociali del tempo in cui i film sono stati realizzati. Non è un caso, come sottolinea Carlo Felice Casula che il primo film a soggetto della storia del cinema italiano sia stato La presa di Roma, di Filoteo Alberini del 1905[1]. Aspetti ampiamente ed esaustivamente indagati negli interessanti saggi del volume che accompagna il dvd con due film delle origini, restaurati nel 2005, Da La presa di Roma a Il piccolo garibaldino. Il volume, pubblicato dalla Gangemi nel 2007, è un ottimo strumento per gli insegnanti per comprendere il cinema delle origini come agente di…

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Vicino/Lontano. Continua fino all’ultimo giorno di scuola la sperimentazione di CineFotoEduca con la I E della SMS Viale delle Acacie a Napoli

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Come illustrato in un precedente articolo, in questo primo anno, “Cine Foto Educa ha avuto un’ottima occasione per sperimentare uno dei percorsi laboratoriali proposti nella Guida”.

La professoressa Valeria De Laurentiis ha infatti lavorato “con i suoi ragazzi della I E soprattutto sul  linguaggio fotografico (inquadrature, piani, campi, e relative scelte espressive e comunicative) e sul rapporto tra questo e il linguaggio scritto quindi tra questi e le emozioni e le percezioni dei ragazzi, rispetto al mondo circostante, a partire dalla natura”.

La documentazione fotografica prodotta dai ragazzi durante due visite alla Villa Floridiana a Napoli, ha portato alla realizzazione di alcune pagine dei Diari fotografici (in cui immagini, riflessioni scritte, richiami e link ad altre forme espressive, come la pittura, si potessero integrare).

Nel report precedente, in calce, sono stati pubblicati i lavori realizzati successivamente alla prima visita al parco del Vomero. Nella seconda visita, l’esercizio proposto agli alunni ha avuto un tema preciso: “Vicinanze e Lontananze”, per scoprire, attraverso la scelta delle inquadrature, emozioni e modalità di espressione e rappresentazione del mondo circostante diverse da parte dei ragazzi.

 

 

A seguire, in pdf, i lavori dei ragazzi, a mano a mano in incremento nei prossimi giorni.

Vicinanze e Lontananze, di Alessandro_Resi (pdf)

Vicinanze e Lontananze, di Giulia Pacifico (pdf)

Vicinanze e Lontananze, di Marzia Musto (pdf)

Vicinanze e Lontananze, di Sabrina Purcaro (pdf)

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Vicinanze e Lontananze, di Dario_Laferola (pdf)

Vicinanze e Lontananze, di Francesco_Catalano (pdf)

Vicinanze e Lontananze, di Lorenzo_Guarini (pdf)

Vicinanze e Lontananze, di Viola_Punzo (pdf)

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Vicinanze e Lontananze, di Giorgia De Marco (pdf)

Vicinanze e Lontananze, di Marina Planeta (pdf)

Vicinanze e Lontananze, di Michela Arena (pdf)

Vicinanze e Lontananze, di Nicole Berbery (pdf)

Ed ecco, a conclusione dell’anno scolastico, i meravigliosi ragazzi della I E con la loro professoressa Valeria, che si confonde tra loro :).

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Le fotografie inserite nell’articolo sono tratte da alcuni lavori dei ragazzi della I E. Scoprite gli autori e i loro diari fotografici in pdf.

Gli ultimi due seminari con le insegnanti dell’I.C. Visconti a Roma, maggio 2019

Dopo i primi due seminari svolti presso la scuola Gianturco a Roma, il cui report è consultabile a questo link, la formazione con le insegnanti dell’I.C.Visconti è proseguita con altri due incontri, svoltisi il 17 e il 27 maggio, di circa 2 ore e 30 minuti ciascuno. Particolarmente suggestiva la sede del seminario di lunedì scorso, a Palazzo Cevia.

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Negli ultimi incontri, oltre ad analizzare le fotografie e le esercitazioni delle insegnanti, si è insistito sull’importanza della conoscenza del linguaggio fotografico e sono stati  ribaditi alcuni concetti utili per la decodifica del linguaggio delle immagini, per l’analisi dei contenuti e dei contesti di produzione delle fonti, considerando anche le immagini d’archivio che si possono trovare sul web (sono stati indicati diversi siti, oltre l’archivio Luce).

I temi della specificità del linguaggio audiovisivo e quello della messa in scena in quasi ogni tipologia di fonte di immagini, fisse e in movimento, quello del punto di vista e della comunicazione attraverso la produzione di immaginari, sono stati ulteriormente scandagliati.

Si è posta l’attenzione sulle fotografie realizzate con cellulari e macchine digitali, che sono state commentate dal punto di vista compositivo, del linguaggio specifico, dell’intenzionalità espressiva (poetica, estetica). Si è insistito sul fatto che ai ragazzi, insegnando le specificità del linguaggio fotografico, sia data così la possibilità di riflettere, prima di scattare compulsivamente, portandoli a maturare il gusto per l’inquadratura, frutto di una scelta consapevole, motivata, finanche creativa e artistica.

Sono state riviste le metodologie per la raccolta e la schedatura delle fonti negli archivi privati, a cominciare dalle famiglie delle insegnanti, ipotizzando, per le eventuali narrazioni da parte di ognuna, temi legati a determinati periodi storici, o a fenomeni di trasformazione economica e sociale nel nostro paese.

Abbiamo quindi introdotto il tema delle fonti fotografiche (e filmiche) di famiglia e amatoriali, soffermandoci sulle loro caratteristiche (visibile/invisibile nelle rappresentazioni, immaginari, identità, felicità e dolore, conflitti, memorie e storie), individuando le parole chiave principali per connotare questi documenti (viaggi, feste, compleanni, comunioni, battesimi, matrimoni, gite, lavoro, cure famigliari, ritratti, guerre …).

Ci si è soffermati in particolare sugli aspetti della rappresentazione, della propaganda, della produzione e uso di queste fonti in quanto produttrici di immaginari e agenti di storia dalle origini della storia sia della fotografia, sia del cinema.

Si è parlato inoltre di uso di fonti e memorie di famiglia per “fare” racconto, storia e letteratura, confronto tra fotografia e pittura, ma anche per riconciliarsi con la famiglia, con alcuni dei propri cari e la propria storia. Si è considerata l’opportunità di far riflettere i ragazzi sul fatto che le fonti fotografiche o filmiche di famiglia, i racconti relativi agli eventi famigliari escludano spesso molte “zone d’ombra”. Come per l’inquadratura e la messa in scena nella realizzazione di una fotografia, o di un film, così nella scrittura e nei racconti autobiografici e di famiglia c’è sempre un punto di vista che include ed esclude, tra visibile e invisibile, e spesso quello che si esclude è il conflitto.

Si è analizzato il significato della realizzazione e dell’uso di queste fonti nella rappresentazione delle storie di famiglia, facendo riferimento a un film a base di fonti visive e sonore di famiglia, Un’ora sola ti vorrei, di Alina Marazzi, del 2002 (le insegnanti sono state invitate a reperirlo e vederlo). A questo link un’intervista alla regista che spiega l’urgenza e le scelte del film. Nel film, al di là dei suoi intenti più generali ed emozionali, emergono infatti i conflitti tra una figlia e la madre, tra la figlia e il padre, tra la protagonista e i suoi figli, nonché i conflitti interiori della protagonista.

Si è quindi proseguito con l’indicare come compilare, nel modo più accurato possibile, le schede di descrizione di ciascuna fotografia, fra quelle selezionate dalle docenti, facendo particolare attenzione alla lettura e alla descrizione dei contenuti e delle loro forme linguistiche.

Sono state analizzate le esercitazioni finora svolte, consultabili in questa pagina del sito, dove saranno a mano a mano pubblicate quelle ancora mancanti.

Infine si è deciso di rivederci il 24 giugno presso la scuola Gianturco, per una verifica conclusiva del lavoro svolto e per impostare i laboratori che saranno svolti nelle classi nell’autunno 2019.

Gli esercizi delle insegnanti dell’ I.C.Visconti di Roma

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Nell’ambito degli incontri di formazione delle insegnanti della scuola primaria e secondaria di primo grado dell’ I. C. Visconti – Gianturco di Roma, pubblichiamo a seguire i pdf di un primo esercizio da loro svolto sulla conoscenza e l’uso del linguaggio fotografico.

Le immagini e gli esercizi sono stati commentati durante i laboratori svolti il 17 e il 27 maggio 2019 a Roma, presso l’I.C. Visconti (Gianturco e Palazzo Cevia).

Fiorella Nicolini

Nicolini_Fiorella_esercizio_linguaggio_fotografico (pdf)

Nicolini_Fiorella_didascalie_esercizio_linguaggio_foto (pdf)

Nicolini_Fiorella_esercizio_analisi_narrazione_fotografia (pdf)

Nicolini_Fiorella_esercizio_analisi_narrazione_fotografia_di_famiglia_1

Michela Milani

Milani_Michela_esercizio_linguaggio_fotografico (pdf)

Milani_Michela_didascalie_esercizio_linguaggio_foto

Milani_Michela_esercizio_raccolta_di_famiglia (pdf)

Milani_Michela_Zia Clara e il viaggio_racconto di famiglia (pdf)

Marina Esposito

Esposito_Marina_esercizio_linguaggio_fotografico (pdf)

Esposito_Marina_esercitazione_descrizione_fotografie_selezionate

Esposito_Marina_esercizio_narrazione_foto_memoria_di_famiglia

Desiree Guarascio

Guarascio_Desiree_esercizio_linguaggio_fotografico (pdf)

Guarascio_Desiree_esercizio_descrizione_narrazione_foto_famiglia (pdf)

Guarascio_Desiree_esercizio_narrazioni_foto_di_famiglia (pdf)