Appena in tempo… il terzo ciclo di laboratori a Orvieto!

Eccoci al nostro terzo incontro con le scuole di Orvieto! Giusto un anno fa il nostro progetto qui ad Orvieto aveva inizio :)!Gli ultimi laboratori si sono svolti tra il 2 e il 3 marzo, nelle classi V A e V B di Ciconia e V A e V B di Sferracavallo, quindi nella II media di Ciconia.

Sono stati molto proficui e divertenti.
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I bambini hanno raccolto e organizzato in album/diari fotografici e testuali, arricchiti di disegni e decorazioni personali, tanto materiale di famiglia: foto, interviste trascritte, testimonianze, ricordi, riflessioni personali.
Il tema principale è quello del lavoro dei propri famigliari, come abbiamo illustrato nei precedenti report. Nelle due quinte elementari di Ciconia ogni alunno ha anche condiviso il proprio racconto e le proprie riflessioni con immagini in google drive e, a mano a mano, sono pubblicati sul sito in singoli post (lavori della V A e lavori della V B). I diari fotografici invece saranno digitalizzati e inseriti successivamente sul sito, oltre ad essere esposti in una mostra dedicata ai mestieri e alle professioni delle famiglie di Orvieto.
Ogni classe ha avuto un personale approccio al tema del racconto del lavoro dei propri famigliari, come già rilevato nel report precedente.
In una classe si sono concentrati maggiormente nella narrazione in forma di articolo.
In un’altra hanno arricchito i loro testi con disegni, mentre in una classe si sono impegnati nella realizzazione anche di audio e videointerviste.
Nella II media si sono cimentati direttamente con l’utilizzo del computer e ogni ragazzo ha iniziato a costruire il proprio power point, cercando di familiarizzare con questo formato finora mai utilizzato dalla maggior parte degli studenti.
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Durante i laboratori ci sono stati momenti ludici e al tempo stesso di approfondimento delle reciproche conoscenze delle storie di famiglia e del modo di rappresentarle con le immagini.
Il senso di comunità, di amicizia, di solidarietà si è rafforzato, insieme alla maggiore consapevolezza della complessità del mondo del lavoro.
In diversi casi i ragazzi sono venuti a conoscenza per la prima volta delle storie e del lavoro dei propri nonni o bisnonni. Toccanti, in alcuni casi, i punti di vista dei bambini sul senso di mancanza soprattutto dei padri che svolgono lavori che li costringono spesso per più giorni lontani da casa e dalla famiglia.
La tenerezza dei bambini e il loro affetto ed entusiasmo sia tra di loro sia verso le maestre e perfino nei confronti di noi operatrici culturali ha avuto diversi momenti di espressione che hanno sorpreso con gioia noi adulti!

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Durante i laboratori sono state prese alcune decisioni con i ragazzi e le insegnanti per l’organizzazione delle giornate di presentazione dei lavori svolti.
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Gli album/diari di tutti gli studenti saranno esposti in due sedi differenti. Quelli delle elementari di Ciconia presso il Palazzo del Popolo di Orvieto il 14 maggio, con l’adesione del Comune. Mentre i lavori delle altre classi saranno presentati il 15 maggio nella sede della biblioteca Luigi Fumi di Orvieto centro. In entrambe le sedi le insegnanti stesse presenteranno l’esperienza di Cinefotoeduca e saranno presenti le famiglie dei ragazzi.
Si prevede anche la proiezione di alcune videointerviste, la navigazione/esplorazione del sito del progetto e la realizzazione di cartelloni con in mostra una selezione di fotografie organizzate per tipologie di lavoro.
Nel frattempo saranno ultimati i lavori, digitalizzati e pubblicati anche sul sito.
Grazie a tutti e a presto!
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Eccoci a Roma, nella V B Luigi Settembrini

Cinefotoeduca, dopo i numerosi incontri a Roma con gli insegnanti della scuola elementare Gianturco, dell’Istituto comprensivo Visconti, nel corso del 2019, ha iniziato i laboratori con la classe V B del plesso Luigi Settembrini. La sede della scuola, in un antico palazzo romano del Seicento, è davvero unica: a due passi dalla Fontana di Trevi.

Con la maestra Marina e gli effervescenti bambini si è partiti alla scoperta degli elementi di base del linguaggio fotografico.

I bambini hanno letto e commentato le dispense sui piani e sui campi e si è riflettuto insieme sull’inquadratura. Ed è stato subito GIOCO!!!

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Bellissime e davvero creative le inquadrature realizzate dai ragazzi, che non finiscono mai di stupire!

Muniti di forbici e colle i ragazzi hanno poi visionato e scelto fotografie di generi differenti da riproduzioni portate appositamente dallo staff di Cinefotoeduca, o da riviste reperite a casa. Ognuno di loro ha individuato inquadrature di piani e campi differenti, componendo il proprio collage, con testi e immagini e descrizione delle fotografie.

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Ne è emerso un quadro dei soggetti preferiti dai ragazzi, soprattutto animali, paesaggi, oggetti legati al cibo e all’alimentazione, o al vestiario.

L’esercizio è stato ideato anche per parlare di generi fotografici, invitando i ragazzi a riconoscerli: dalla fotografia di moda, a quella di reportage, da quella sportiva a quella di costume e spettacolo, alla foto di cronaca.

Sorprende sempre constatare con quanta facilità i bambini, a volte più degli adulti, assorbano e intuiscano, imparino a riconoscere e a decodificare il linguaggio delle immagini e saperlo usare in modo più consapevole!

Bravi ragazzi! 

Lavorare piace, di Gabriele Frizzi

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Sopra la fotografia della presentazione del mio lavoro in classe durante il precente laboratorio.

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La foto è stata scattata da me con il cellulare del babbo nel mese di gennaio 2020.

In questa foto è rappresentata la mia mamma, Donatella, nel suo lavoro da casalinga, l’inquadratura è in un campo medio dove in primo piano vediamo il soggetto principale, cioè la mamma rappresentata a figura intera e centrale, mentre in secondo piano vediamo le pietanze che ha cucinato.

La luce è artificiale perché ci troviamo dentro casa. L’immagine ricorda una domenica in cui a casa nostra c’erano i nonni a pranzo. La mamma aveva cucinato la polenta con un sugo molto ricco di carne e funghi e tanti buoni dolcetti.

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Questa foto è stata scattata da me a gennaio scorso, con la macchina fotografica dei miei genitori e ritrae il babbo, Fabio, mentre sta andando verso l’ingresso dell’autostrada dove lui fa servizio.

In questa foto vediamo un campo medio di scorcio che ritrae la volante della Polizia presa in posizione inclinata e il babbo che sta salendo in macchina. Il babbo, che è il soggetto principale, si trova sulla destra della macchina ed è fotografato a figura intera. La luce è naturale e nella parte anteriore della macchina è più intensa.

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La foto l’ho scattata con la macchina fotografica che mi è stata regalata per la Comunione. In questa immagine è ritratto in piano americano Francesco che è il mio fratellino, mentre aiuta la mamma a spalmare la maionese su un panino da riempire con l’hamburger.

La foto è stata scattata nella cucina di casa mia e il soggetto principale è a destra e appare con una espressione del viso molto concentrata. La faccia di Francesco è un po’ in ombra, mentre la luce artificiale illumina bene il piano da lavoro.

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Questa foto è stata scattata da me con il telefono del babbo, nel mese di gennaio 2020. Quel giorno scendevo da Orvieto centro per andare a casa, ritrae il Parco dei Laghetti e una parte di Ciconia. In questa foto troviamo un campo lunghissimo, dove nel primo piano dell’inquadratura vediamo i laghetti, poi ci sono le abitazioni tra cui si vede anche casa mia e nello sfondo si nota l’ospedale di orvieto e la vegetazione. La luce in questa foto è naturale, ma visto che l’ho scattata in una bella giornata è abbastanza intensa.

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Questa foto è stata scattata da me, nel giardino vicino casa mia. Ci troviamo di fronte a un primo piano di un gatto, ritratto integralmente, che gironzola sempre nelle vicinanze di casa mia. Il soggetto principale è proprio al centro e sembra essersi messo in posa per farsi fotografare. La luce è naturale, però il gatto sul suo corpo presenta fasce di ombra alternate a una limpida luce del sole. Un bel contrasto di luci e ombre.

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Questa foto l’ho scattata nella mia cameretta e di mio fratello Francesco. La foto è ritratta in un campo medio e ci mostra figure e elementi riconoscibili. La luce è artificiale.

Riflessione sui lavori dei miei familiari

Il lavoro che faceva la mia mamma, prima che io nascessi, ossia gestire un bar, mi piace come lavoro perché si vendono tante cose buone come la cioccolata e i gelati e poi si conosce tanta gente. Però, anche se posso sembrare egoista, sono contento che ha smesso di fare questo lavoro per fare la casalinga, perché la mamma mi racconta che quando lavorava al bar era per tutto il giorno fuori casa e nei giorni festivi doveva lavorare ancora di più. Invece ora anche se è molto impegnata ad accudire i nonni ed un suo zio malato, trascorre molto tempo con me e mio fratello e spende molto tempo anche in cucina per preparare per tutta la famiglia cose buone e genuine, cosa che non avrebbe potuto fare se ancora lavorava.

Il lavoro del mio babbo invece, cioè controllare il traffico e le persone, mi piace molto perché ogni giorno lui è di aiuto a tante persone inoltre, può incontrare e fare tante esperienze diverse, anche se non sempre piacevoli. Mi dispiace deludere la mia mamma che mi dice che quando sarò grande vorrebbe riprendere la sua attività con il mio aiuto, ma io sinceramente non sono d’accordo. Lei vorrebbe tornare a lavorare nel bar. Io non ho ancora le idee molto chiare, ma forse da grande mi piacerebbe fare l’ingegnere meccanico.

 

Laboratori in Luce a Orvieto!

Dopo gli incontri formativi a Orvieto, rivolti agli insegnanti, sono partiti i primi laboratori nelle quinte elementari e seconda media a Ciconia e a Sferracavallo, insieme alle insegnanti Luisa, Sabrina, Silvia, Simona, Claudia e Patrizia.

Il 13 e il 14 gennaio abbiamo iniziato un percorso denso e impegnativo, insieme ai ragazzi nelle classi, che qui cerchiamo di restituire a partire da un un omaggio a Federico Fellini, nel centenario della sua nascita, rappresentato dal ragazzo che appare spesso nelle illustrazioni della Guida pubblicata sul sito.

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Sono state giornate intense, ma al tempo stesso serene e proficue. Questi bambini, ma crediamo tutti i bambini… sono meravigliosi: per loro, insegnanti, operatori culturali come noi, genitori stessi, sembrano (sembriamo) non avere età. Pur nel rispetto che mostrano nei confronti degli adulti, la disposizione dei loro animi è quella di lavorare insieme con fiducia, alla pari, con gioia e divertimento e… viceversa. Anche gli adolescenti, con le loro inquietudini, hanno mostrato coraggio nel voler partecipare al progetto e nel mettersi in gioco, in una età in cui si ha più difficoltà ad accettarsi, quindi a sperimentare linguaggi diversi, per rappresentarsi e rappresentare il mondo, con impegno e consapevolezza.

Per tutte e cinque le classi si è seguito lo stesso programma di massima. Dopo la conoscenza iniziale reciproca, tra i ragazzi e le sottoscritte, introdotta dalle insegnanti che avevano già preparato i ragazzi a questi incontri, illustrando il progetto anche alle loro famiglie, si è svolta una prima chiacchierata sul cinema e la fotografia come espressioni e mezzi di conoscenza della realtà, e sui loro linguaggi.

Si è parlato del rapporto tra letteratura e cinema, partendo da alcune considerazioni sul film più visto al cinema dai bambini durante le festività, Pinocchio di Matteo Garrone. E’ stato interessante commentare le diverse percezioni trasmesse dal Pinocchio di Garrone, rispetto al racconto del romanzo di Collodi, che i bambini hanno letto o che è stato loro letto dai genitori o dai nonni. Ci si è potuti soffermare sulla scelta autoriale diversa tra il film di Pinocchio della Disney, di animazione, quello di Comencini e di Benigni e infine di Garrone. Ad ognuno il suo Pinocchio! Così per la fotografia… ad ognuno il suo punto di vista nel guardare, fotografare, mostrare frammenti del proprio mondo e della propria visione del mondo …

Si è passati quindi alla lettura delle dispense predisposte per la comprensione del concetto di inquadratura, quindi di spazio e tempo nella cornice ideale selezionata dal proprio sguardo attraverso un obiettivo. Si è ragionato sull’operazione di inclusione ed esclusione al suo interno, sulla scelta dei piani, dei campi, della luce, dei dettagli, particolari, dell’angolazione, infine sulla messa in scena.

Poi i bambini e i ragazzi si sono letteralmente scatenati, grazie ai dispositivi mobili che alcuni genitori hanno loro lasciato, nell’esercizio di documentare e provare a sperimentare i propri sguardi e la propria sensibilità nel ritrarre la classe, i compagni, altro…

Alcuni scatti dei bambini della V A di Orvieto Montecchio – Ciconia

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Come ormai sappiamo, quasi sempre i loro sguardi riservano sorprese!

Ecco altre fotografie scattate dai bambini…. dai campi medi ai ritratti dei propri compagni e amici.

Alcune fotografie dei bambini della V B di Orvieto Montecchio – Ciconia

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Altre immagini, in questo caso dei bambini della V B di Orvieto Baschi – Sferracavallo

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Altre foto realizzate dai bambini della V A di Orvieto Baschi – Sferracavallo

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In ultimo, le fotografie dei ragazzi della scuola media II A di Orvieto Montecchi – Ciconia

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Le immagini sono state commentate insieme, con qualche risata e riflessione in più sul modo più efficace per esprimere i propri punti di vista inquadrando.

L’esercizio successivo ha visto gli alunni misurarsi con la consultazione di riviste di ogni tipologia dedicate a soggetti diversi (cronaca, costume, politica, moda, ambiente e natura, animali, viaggi, persino carabinieri e polizia). Scambiandosi anche i periodici i bambini li hanno sfogliati incuriositi, mostrandosi a vicenda immagini e articoli, per poi scegliere fotografie stampate, ritagliarle, incollarle su dispense preparate ad hoc per ciascuno, quindi descriverle dal punto di vista del linguaggio (ovvero il tipo di inquadratura e la disposizione di quanto rappresentato).

Ed ecco alcune fotografie dei ragazzi al lavoro!

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E’ stato loro chiesto di aggiungere anche delle riflessioni personali, soprattutto sul contenuto delle immagini scelte e sul motivo dell’interesse suscitato in loro. Inoltre sono stati invitati a incollare le immagini sui fogli a disposizione e a fare attenzione anche alla composizione, suggerendo la creazione di collage artistici, oltre di documentazione. Anche in questo caso non sono mancate sorprese. Quasi tutti hanno scelto fotografie su temi specifici. I principali argomenti e testi da loro selezionati: animali, paesaggi e natura, problema dell’inquinamento della Terra, moda, paesaggi urbani, bambini, sport, militari…. La sensibilità e l’attenzione, la profondità dello sguardo dei ragazzi su alcune questioni particolarmente complesse del nostro presente è la conferma di quanto siano attenti e consapevoli… A volte più responsabili e saggi degli adulti! Molti di loro hanno realizzato delle piccole fotoinchieste! Usando e riusando, creando nuove narrazioni con le fotografie ritagliate da giornali diversi. Una bambina dopo aver scelto fotografie di animali sofferenti, per denunciare i maltrattamenti ingiustificati che gli uomini infliggono loro, si è commossa, circondata subito dai compagni che hanno voluto consolarla…. Alcuni bambini hanno anche commentato le fotografie con disegni a libera interpretazione del soggetto rappresentato!

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Questo esercizio è stato ultimato dai più. Le maestre raccoglieranno nei prossimi giorni tutti i “componimenti” dei ragazzi, che saranno mostrati e commentati al prossimo incontro.

Una parte degli incontri è stata dedicata alla discussione sulla scelta del percorso didattico successivo. Tutte le insegnanti e i bambini stessi sono stati d’accordo nel lavorare sulla storia del lavoro nelle famiglie, a partire da quello svolto dai propri genitori, quindi dai nonni ed eventualmente dai bisnonni, ma anche da fratelli e sorelle più grandi, zii e cugini. Sono state date indicazioni metodologiche ai ragazzi per la produzione di documentazione fotografica, ma anche, se volessero, di brevi video sui mestieri e le professioni dei genitori e dei nonni.

Sono stati spiegati i principali movimenti di macchina e gli accorgimenti da tener presenti per evitare inquadrature mosse, sfocate, buie, sovraesposte.

Altri suggerimenti hanno riguardato la raccolta di fotografie di famiglia, a partire dalle più antiche, che mostrino propri famigliari in un contesto lavorativo. Due le schede che gli insegnanti potranno fare utilizzare ai ragazzi:

Sono state date indicazioni su come conservare le foto stampate e gli eventuali negativi e su come prenderle e “trattarle”.

È stato fatto cenno alla storia del cinema delle origini con le caratteristiche dei primi film, a cui ispirarsi per eventuali messe in scena a inquadratura fissa in caso di realizzazione di brevi video interviste ai famigliari.

In due classi, le maestre Sabrina e Silvia hanno già avviato una prima indagine esplorativa sul lavoro dei propri genitori, che molti bambini hanno iniziato a descrivere nei loro quaderni con una o più fotografie e brevi testi. E’ stato chiesto un approfondimento a partire dalle indicazioni sopra esposte.

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Nei prossimi incontri che si svolgeranno lunedì e martedì 10 e 11 febbraio 2020 i bambini dovranno portare le foto ed eventuali brevi video. Dovranno inoltre raccogliere informazioni e testimonianze sulle scelte lavorative e gli studi svolti dai famigliari, ma anche su come tali scelte abbiano influito all’interno dei rapporti tra madri e padri e figli.

Le foto a mano a mano realizzate e raccolte potranno essere inviate alle insegnanti che provvederanno anche a stamparle, prima del prossimo incontro.

Durante i laboratori di febbraio, con i materiali dei ragazzi si procederà alla realizzazione di un diario con immagini fotografiche, testi scritti, anche disegni, con commenti e racconti dei ragazzi. Centrale sarà la restituzione delle rappresentazioni e degli immaginari sui lavori e i mestieri dei propri cari, attraverso soprattutto le immagini.

Trattandosi di circa un centinaio di alunni e di almeno una coppia di famigliari per ciascun bambino, potrebbe emergere un campione di mestieri e professioni significativo nel territorio di Orvieto, oggi e ieri, con una riflessione generale sull’evoluzione e le trasformazioni del lavoro nella comunità orvietana. In base alle tipologie di mestieri e professioni eventualmente emergenti, si potrebbe pensare anche alla realizzazione di un Diario dei mestieri unico per le classi che partecipano a questo progetto.

Grazie alle bravissime insegnanti e ai cari ragazzi, grazie alle maestre che hanno partecipato per ora solo agli incontri di formazione e un grazie speciale a Teresa, bibliotecaria e principale promotrice di questo progetto, partito dalla Nuova Biblioteca Luigi Fumi di Orvieto, unica per i patrimoni conservati e bellissima!

Buon lavoro a tutti!

Teresa con Patrizia e Letizia nella galleria della collezione di dipinti della Biblioteca Luigi Fumi, gennaio 2020