Documentare la convivialità, di Antonietta Gioia

Mi chiamo Antonietta Gioia e insegno alla Scuola media statale Viale delle Acacie a Napoli. Da due anni partecipo, con la scuola media statale Viale delle Acacie a Napoli, al progetto Sguardi e Storie, promosso anche da Luce per la didattica.

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Nella foto, della collega Valeria De Laurentiis, sono con le altre insegnanti, all’inizio dell’anno scolastico attuale, e sto sorridendo mentre guardo in macchina.

Nell’anno scolastico 2019-2020 ho deciso di partecipare con la classe II A anche al progetto Cinefotoeduca con l’intento di avvicinare gli alunni ad uno studio più attento e ad un uso più consapevole delle fonti fotografiche. In particolare, mi riferisco alle fotografie che i ragazzi scattano a volte in modo compulsivo, quasi inconsapevolmente e che il più delle volte archiviano senza neppure una catalogazione per soggetto. Sicuramente a queste generazioni sono lontani gli album fotografici di famiglia e cosi la stampa della fotografia  analogica, fotoricordo da condividere in famiglia, come momento di gioia, mentre sono consoni a riprodurre immagini ripetitive, spesso molto simili, in serie, di se stessi, dei loro compagni, dei loro beniamini sui social.

Con la classe siamo partiti dalla lettura delle finalità del progetto, realizzato da Luce per la Didattica e dall’archivio storico Luce Cinecittà, che nasce con l’intento di educare le nuove generazioni alle forme e alle espressioni della fotografia nell’ambito delle attività curriculari. Da subito gli alunni hanno mostrato “stupore” nella scoperta dell’uso della foto come testimonianza di un presente storico che è in relazione alle trasformazioni e ai fenomeni sociali del nostro tempo.

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Nei diversi momenti curriculari che hanno costituito lo studio del progetto, i ragazzi hanno mostrato meraviglia anche nel vagliare con uno sguardo diverso la carrellata di centinaia di foto che affollano i loro cellulari , nonché a ri-vedere le diverse pose e/o “mossette”, spesso uguali, che caratterizzano le loro fotografie.

Le stesse inquadrature ritrovate nella gran parte dei dispositivi non sono spiegate dagli alunni, nel senso che non sanno argomentare il motivo per cui le abbiano realizzate, anzi il più delle volte rispondono con “non so spiegare” , “mi piaceva” , “era bella”.

Pian piano si è sviluppato un approccio più critico e riflessivo della fotografia, cui è seguito un uso direi un po’ più disciplinato e consapevole della fotografia, e dello stesso dispositivo, quasi sempre il cellulare, con il fine di capire “ il valore e l’importanza di diventare cittadini attivi e agenti della storia”, attraverso l’esercizio di una “ripresa”, di una attenzione e di una conoscenza della realtà che li circonda, attraverso la scelta dello sguardo fotografico, quindi dell’indagine.

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Successivamente, ho proposto un tema: “la Tavola come momento di condivisione conviviale”, che, forse soprattutto a Napoli, è espressione di stili di vita, del perpetuarsi di tradizioni e costumi, di conferme identitarie e senso di appartenenza. Qui il link ai lavori dei ragazzi sia della mia classe, sia della I E  della collega Valeria De Laurentiis.

Sul tema della tavola come momento aggregante, dunque, come momento per ritrovarsi, in cui condividere modi di stare insieme, di mangiare, di scambio, con altri famigliari e amici si sono cimentati gli studenti. La tavola e i momenti conviviali sono diventati oggetto di documentazione fotografica da parte dei ragazzi, in una messa in scena che ha coinvolto tutti i componenti il gruppo, che si sono riconosciuti nelle fotografie, suggello di quei momenti conviviali.

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Il condividere il cibo, soprattutto in alcune festività come il Natale, ma anche il Cadodanno, o la domenica, diventa uno dei modi fondamentali con cui si possono stabilire e mantenere rapporti interpersonali nelle famiglie. La stessa preparazione dei cibi, i riti legati all’alimentazione, ai significati di alcuni piatti, sono stati oggetto di documentazione fotografica. Protagonisti i cuochi, padri, nonni, madri, nonne…

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Ai giorni nostri si perpetua il mangiare insieme nelle famiglie, per festeggiare una ricorrenza, mentre si è perso come comunità, soprattutto nelle città. Un tempo la famiglia festeggiava per esempio la vendemmia, un buon raccolto, il preparare la provvista di pomodori in bottiglia etc. Sicuramente la famiglia di ieri, di origine soprattutto contadina, attraverso il cibo preparato per la comunità e condiviso, trasmetteva cultura, mentalità, valori, alcune volte in modo autoritario. Con i ragazzi e i loro famigliari abbiano ricordato anche queste “usanze” del passato, come vi fossero regole ben precise da rispettare, come lo stare a tavola composti, senza mai alzarsi  prima del termine del pasto, senza alzare mai la voce e, non ultimo, evitando di mangiare con le mani. Oggi invece a tavola impera la fretta, il mangiare piatti riscaldati nel microonde, con la televisione accesa che trasmette i suoi spot pubblicitari.

Avendo preso coscienza di questo cambiamento di costumi,  abbiamo preferito soffermarci sui momenti di festa considerati tuttora molto importanti in famiglia, alla presenza di tavole imbandite, pranzi succulenti, nonni e nonne alle prese con ciurme di nipoti, abbracci e sorrisi davanti alle videocamere.

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Dalla lettura di queste foto che hanno immortalato momenti festosi, sono emersi inquadrature di volti sorridenti, calici in alto, amici scherzosi, piatti succulenti con fettuccine alle vongole veraci, specialità di diverse regioni (che mostrano come i componenti di una famiglia, dispersi in città e località diverse, si riuniscano nelle occasioni festive), colori forti di arredi e decorazioni, come sono le emozioni che rimandano al ricordo di quel momento che viene impresso nella fotografia.

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Per la realizzazione di questo lavoro ringrazio Letizia Cortini  e Patrizia Cacciani che ci hanno supportato costantemente, inoltre le famiglie degli alunni e, in particolar modo,  la mamma di Maya Paoli, la dott.ssa Recinto. Naturalmente grazie a tutti gli alunni della classe II sez A che hanno diligentemente partecipato al progetto.

Ricapitolando, Orvieto, 18-19 novembre 2019

Nei giorni 18 e 19 novembre 2019 si sono svolti gli ultimi due incontri a Orvieto con le insegnanti dei due istituti comprensivi partecipanti al progetto CineFotoEduca.

Durante i seminari sono stati ricapitolati gli argomenti principali trattati in tutti gli incontri precedenti. Qui il link ai precedenti seminari, dove si rinvia anche ai primi.

Lunedì 18 novembre sono stati svolti alcuni esercizi di ricerca sul web di fonti audiovisive e fotografiche, concentrandoci sui patrimoni dell’archivio Luce. Sono state mostrate agli insegnanti le modalità di ricerca, semplice e avanzata, inoltre i percorsi tematici organizzati sul sito dell’archivio per facilitare il reperimento di fonti.

Si è dedicata una particolare attenzione al cinema di famiglia e al riuso dei film e delle fotografie di famiglia in nuove narrazioni audiovisive e multimediali.

“Si è parlato infatti di uso di fonti e memorie di famiglia per ‘fare’ racconto, storia e letteratura e per riconciliarsi con la famiglia, con alcuni dei propri cari e la propria storia, ma anche … con se stessi. Nel discuterne con le insegnanti si è considerata l’opportunità di far riflettere gli stessi bambini e le loro famiglie sul fatto che le fonti fotografiche o filmiche di famiglia, i racconti relativi agli eventi famigliari escludano molte “zone d’ombra”. Come per l’inquadratura e la messa in scena nella realizzazione di una fotografia, o di un film, così nella scrittura e nei racconti autobiografici e di famiglia c’è sempre un punto di vista che include ed esclude, tra visibile e invisibile, e spesso quello che si esclude è il conflitto.

Abbiamo parlato e visto un trailer del film di Alina Marazzi, Un’ora sola ti vorrei, del 2002, in cui il racconto di ricostruzione della vita della mamma della regista e della sua famiglia diventa letteratura per il linguaggio specifico che usa nel mettere in scena i film dell’archivio di famiglia ritrovati, anzi scoperti”.

A questo link ecco anche un’intervista alla regista che spiega le motivazioni del film.

Nell’impossibilità di vedere per intero il film, la biblioteca che ha finora ospitato i corsi, si è resa disponibile a una proiezione per gli insegnanti.

Dal film di famiglia al cinema di propaganda.

E’ stata ripercorsa, da Patrizia Cacciani, la storia dell’Istituto Luce dalle origini ad oggi. Sul sito si rinvia ad una dispensa specifica.

In particolare, ci si è soffermati ad analizzare la propaganda fascista attraverso l’uso di un certo tipo di linguaggio, che prevedeva l’imposizione, per esempio, dell’abolizione del lei, l’uso del voi, il divieto di usare parole straniere, i dialetti stesi … E’ stato mostrato il documentario di ricostruzione di questa pagina della propaganda di regime, Io me ne frego, ben contestualizzato anche in questo articolo della giornalista Antonella Pagliarulo: Il fascismo e la lingua italiana.

Sono stati mostrati alcuni documentari, 9×10 Novanta, prodotti dall’Istituto Luce nel 2014 nell’ambito delle iniziative per i 90 anni dell’ente, quali esempi di riusi del cinema d’archivio “per fare cinema”.

Nella seconda giornata del corso è stato messo a punto il calendario dei laboratori che partiranno nelle classi a gennaio 2020. Sono stati mostrati i materiali, le dispense, le schede preparate per i diversi percorsi tematici.

Si inizierà con le dispense e le esercitazioni/gioco sui linguaggi, quindi sui generi fotografici. Le insegnanti sceglieranno poi un ulteriore percorso da proporre ai bambini, tra: quello relativo alle storie di famiglia attraverso le fotografie e le interviste e quello sulla documentazione nell’ambito del territorio di Orvieto, attraverso fotografie e video. Per quest’ultimo i bambini potranno con le insegnanti costruire dei veri e propri diari fotografici di documentazione su un tema specifico.

I primi laboratori, che coinvolgeranno quattro quinte elementari e una I media, si svolgeranno lunedì 13 gennaio (2 laboratori) e martedì 14 gennaio (altri due laboratori) 2020. Si proseguirà quindi a febbraio e a marzo 2020.

Si è quindi pensato all’organizzazione di una giornata al cinema di Orvieto con visione di alcuni film, tra cui Miracolo a Milano, di Vittorio De Sica, per la sceneggiatura di Cesare Zavattini, del 1951 e alla presentazione con premiazione dei lavori finali dei ragazzi presso la Biblioteca, con l’allestimento eventuale di una mostra.

Durante la giornata di martedì 19 novembre, sono stati analizzati gli esercizi svolti dalle insegnanti sulle loro fotografie di famiglie. Ci sono stati momenti di commozione condivisa e di sorpresa delle maestre nello scoprire storie nella storia, attraverso le memorie visive e orali dei propri parenti e dei propri cari, in alcuni casi finora non conosciute. 

Agli insegnanti è stato infine raccomandato di sollecitare i bambini che svolgeranno l’attività sulle foto di famiglia di coinvolgere anche le famiglie e far partire la raccolta delle fonti private durante il periodo delle festività natalizie.

E’ stato suggerito di far firmare alle famiglie prima dell’inizio dei laboratori le liberatorie per consentire anche le riprese fotografiche e video dei ragazzi al lavoro :).

Care insegnanti, buon proseguimento e auguri di serene festività! A presto, a gennaio :).

Orvieto è bellissima…. e non vediamo l’ora di tornare 🙂

 

Proseguono gli incontri formativi a Orvieto

Il 28 e il 29 ottobre si sono svolti altri due incontri con gli insegnanti a Orvieto, nella magica cornice della sede della NUova Biblioteca Luigi Fumi.

La giornata di lunedì 28 ottobre è stata dedicata alla ricostruzione della storia del precinema e del cinema delle origini, e della sua evoluzione nei linguaggi e nelle forme attuali.

A questo link una dispensa sintetica degli esperimenti del periodo cosiddetto del “precinema”. A seguire una animazione con i dischi del fenachitescopio.

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Ci si è soffermati sugli aspetti produttivi, autoriali, distributivi, legislativi del cinema.
Sono stati analizzati soprattutto i linguaggi, mostrando dei tutorial realizzati dai ragazzi di un istituto superiore riproposti a questo link, e a seguire, a partire dal primo.
Gli insegnanti sono stati invitati a immaginare anche dei laboratori che prevedano, da parte dei ragazzi la realizzazione di brevi film, sul modello di quelli dei Fratelli Lumiere o di George Melies, che in meno di un minuto raccontino una storia. Nella seconda parte di questo articolo si trovano alcune indicazioni specifiche.
Si è sottolineata l’importanza del lavoro collettivo nella realizzazione di un film, gli aspetti preparatori che vedono la produzione di molti documenti scritti (dal soggetto, alla sceneggiatura o alla scaletta, al copione, e a tutta la documentazione per l’organizzazione produttiva fase per fase prima di arrivare alle riprese vere e proprie).
Una parte dell’incontro ha riguardato anche l’analisi e le riflessioni sulle esercitazioni svolte dagli insegnanti, che hanno documentato con la fotografia eventi o situazioni da loro scelti per una narrazione/presentazione che includesse anche i linguaggi visivi, insieme a quelli verbali. I lavori degli insegnanti finora realizzati sono a mano a mano incrementati e visionabili su questo sito a questo link. Di seguito alcune slide esemplificative, ma si consiglia vivamente la consultazione dei singoli lavori.
E’ stata ripercorsa la struttura della Guida e sono stati mostrati gli strumenti a disposizione degli insegnanti per approfondire temi trattati durante gli incontri.
Nella seconda giornata, martedì 29 ottobre, si è sinteticamente ripercorsa la storia della fotografia dalle origini alla diffusione dei supporti su pellicola e carta alla gelatina ai sali d’argento.
Sono stati mostrati percorsi laboratoriali diversi da proporre ai bambini nelle classi dei due istituti a partire da gennaio 2020. Dal percorso dedicato ai bambini nel tempo, con l’analisi dell’evoluzione della rappresentazione fotografica dei bambini in epoche, luoghi, occasioni differenti, a quello sulla realizzazione dei Diari fotografici attraverso la documentazione di eventi quotidiani.
Parte dell’incontro è stato dedicato proprio alle tecniche fotografiche e all’evoluzione dei supporti, a come trattarli per una loro migliore conservazione, indicando la dispensa preparata appositamente, consultabile a questo link.
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Si è quindi passati ad analizzare alcune raccolte di fotografie di famiglie portate dagli insegnanti, spiegando loro l’importanza degli archivi di immagini privati, del valore sempre più forte che le foto e i film di famiglia stanno acquisendo, considerando il carattere specifico, inedito di queste fonti e la loro importanza per la storia sociale, economica, del costume, antropologica, delle mentalità, delle emozioni e degli affetti (considerando che la storia di una famiglia si tramanda quasi sempre, oltre che attraverso l’oralità proprio attraverso le fotografie).
Si è sottolineata l’importanza di associare queste fonti che raccontano (anche quando nascondono, celano, mascherano) storie private, alle fonti istituzionali che narrano la storia contemporanea, politica, italiana, ma anche europea, nel contesto mondiale (basti pensare alla storia dell’emigrazione e a quante fotografie di famiglia la testimonino).
Sono state quindi distribuiti questionari da compilare relativi uno alla raccolta/selezione di foto di famiglia in generale (qui il link), l’altro alla descrizione di ogni singola fotografia scelta (qui il link).
Si è spiegato quindi che un percorso laboratoriale con i bambini dedicato alle foto e alle storie di famiglia dovrà necessariamente vedere coinvolti i genitori e i parenti più prossimi.
Sono state infine indicate alcune possibili date per i laboratori nelle classi che inizieranno subito dopo le vacanze natalizie e che saranno fissate definitivamente al prossimo incontro, il 18 e il 19 novembre 2019.

Al via i seminari e i laboratori con gli insegnanti di Orvieto!

Il 16 e il 17 settembre 2019 si sono svolti i primi due incontri di formazione per gli insegnanti, maestri e docenti di scuole medie di I grado, degli istituti comprensivi Orvieto Baschi e Orvieto Montecchi.

Il progetto CineFotoEduca era stato approvato dalle dirigenti scolastiche dopo un incontro di presentazione svoltosi il 5 marzo 2019.

La meravigliosa sede della Nuova Biblioteca Luigi Fumi, nel centro storico di Orvieto ha ospitato le attività, con la preziosa collaborazione della responsabile, M. Teresa Equitani.

In questa prima fase, gli incontri, come specificato  nella pagina dedicata alla presentazione del Progetto Cine Foto Educa, riguardano solo gli insegnanti, circa 30 persone, tutte donne, con l’unica eccezione di un insegnante uomo.

Il primo giorno sono state svolte soprattutto lezioni frontali sulla storia dei beni culturali fotografici e filmici, anche dal punto di vista della loro tutela e valorizzazione da parte dello Stato, quindi sugli istituti che custodiscono patrimoni di immagini in Italia.

Buona parte dell’incontro del 16 settembre è stata inoltre dedicata alla storia delle forme, dei processi di produzione, dei contenuti delle fonti fotografiche e filmiche, dei mestieri del cinema. E’ stato mostrato il sito CineFotoEduca, in particolare la struttura della Guida con la prima parte dedicata agli aspetti di inquadramento storico, teorico, di contesto del progetto, mentre la seconda parte è caratterizzata da percorsi di laboratorio nelle classi con tanti materiali didattici da utilizzare (schede, questionari, griglie di analisi…).

Dalla storia delle origini della fotografia, a quella del cinema, si è passati a quella della tutela di queste fonti, in Italia e non solo. Di pari passo con l’excursus storico si è proceduto a mostrare le fotografie e i film citati e gli archivi che custodiscono la memoria fotografica e cinematografica del nostro paese, così come di altri.

Sono stati esplorati il sito web dell’Archivio Luce, quelli di altri archivi e cineteche e di alcuni progetti specifici relativi alla valorizzazione delle fonti fotografiche e audiovisive soprattutto nei territori (Agristoria). Sono stati mostrati progetti e attività di valorizzazione di questi documenti/opere all’estero, per esempio da parte della Library of Congress. Sul sito di quest’ultima hanno colpito le collezioni fotografiche digitalizzate e messe a disposizione sul web, dalle fotografie dei minori del sociologo Lewis Hine dei primi anni dieci del Novecento (http://www.loc.gov/pictures/search/?st=grid&co=nclc) a quelle dei fotografi della FSA (Farm Security Administration) degli anni trenta e quaranta negli Stati Uniti d’America (Dorothea Lange, http://www.loc.gov/pictures/related/?fi=name&q=Lange%2C%20Dorothea).

Sono state fornite indicazioni su come scoprire nel web le principali risorse fotografiche, a partire dal portale sul censimento degli archivi fotografici italiani, a cura dell’Iccd (Mibact).

Si è quindi sottolineato come la fotografia e il cinema siano stati utilizzati, sin dalle origini in tutti i campi del sapere e della comunicazione, oltre che nella vita privata e per scopi amatoriali.

Sono quindi state consegnate le schede di presentazione/rappresentazione di sé, che potranno essere utilizzate in classe con i bambini, invitando gli insegnanti a provarsi loro per primi in questa attività di narrazione di se stessi attraverso linguaggi differenti, scritto, fotografico, grafico/pittorico.

 

 

 

 

 

 

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Al momento, su 30 insegnanti, la sfida è stata raccolta da 18 di loro che hanno consegnato la scheda compilata, almeno con un testo scritto. La maggior parte ha disegnato un proprio ritratto non dal vero, ma di fantasia, e soltanto tre hanno inserito copia di un proprio ritratto fotografico, ma non disegnando.

Tre insegnanti non hanno disegnato né si sono fotografate, limitandosi al racconto scritto.

Se ne potrebbe dedurre la difficoltà a immaginare un racconto di sé attraverso l’uso della fotografia, insieme ad altri linguaggi.

Nel secondo giorno di seminario ci si è concentrati sullo sviluppo del linguaggio fotografico e di quello cinematografico e sui loro elementi di base (inquadratura, piani, campi, movimenti di macchina).

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Esempi di inquadrature e analisi del contesto di produzione di film e fotografie sono stati illustrati attraverso la visione di numerosi film storici sul web e di video tutorial su YouTube. Si è posta particolare attenzione sul concetto di scelta dell’inquadratura, sull’angolazione, sulla luce, sul punto di vista che sottende sempre ogni scelta, sulla messa in scena, che comprende le scelte anche sonore, mostrando diversi esempi sia storici sia attuali (a partire dai film dei Fratelli Lumiere fino ad arrivare ai servizi dei telegiornali odierni). Si è così introdotto il tema della propaganda nel cinema e dell’uso delle fonti fotografiche e filmiche per la comunicazione politica, d’impresa, di famiglia…, argomenti che saranno sviluppati nei due prossimi incontri a fine ottobre 2019.

Si è svolta quindi una esercitazione che ha visto tutti i partecipanti impegnati a ritrarre, con un proprio dispositivo, l’aula in cui si è svolto il seminario, le persone, le situazioni, con la realizzazione di almeno 5 fotografie, utilizzando piani e campi differenti, o brevi video.

 

 

 

 

 

 

Per il prossimo incontro, sempre di due giornate, che si svolgerà il 28 e il 29 ottobre nuovamente alla Biblioteca comunale di Orvieto, è stato chiesto agli insegnanti di completare/compilare le schede di presentazione/rappresentazione, inoltre di selezionare 5 delle foto realizzate e di commentarle, specificando la scelta delle inquadrature, i piani e i campi utilizzati e l’efficacia del messaggio e della comunicazione/espressione, rispetto al contesto in cui le immagini sono state realizzate.

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Strumenti per approfondire i temi trattati nei primi due incontri:

gli archivi fotografici e filmici e i loro tesori: conservarli per riusarli. L’Archivio Luce

i generi fotografici e cinematografici nella storia e nel presente: conoscerli e praticarli

temi e soggetti della fotografia storica

il linguaggio fotografico e filmico. Riconoscerlo e usarlo

 

 

Gli ultimi due seminari con le insegnanti dell’I.C. Visconti a Roma, maggio 2019

Dopo i primi due seminari svolti presso la scuola Gianturco a Roma, il cui report è consultabile a questo link, la formazione con le insegnanti dell’I.C.Visconti è proseguita con altri due incontri, svoltisi il 17 e il 27 maggio, di circa 2 ore e 30 minuti ciascuno. Particolarmente suggestiva la sede del seminario di lunedì scorso, a Palazzo Cevia.

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Negli ultimi incontri, oltre ad analizzare le fotografie e le esercitazioni delle insegnanti, si è insistito sull’importanza della conoscenza del linguaggio fotografico e sono stati  ribaditi alcuni concetti utili per la decodifica del linguaggio delle immagini, per l’analisi dei contenuti e dei contesti di produzione delle fonti, considerando anche le immagini d’archivio che si possono trovare sul web (sono stati indicati diversi siti, oltre l’archivio Luce).

I temi della specificità del linguaggio audiovisivo e quello della messa in scena in quasi ogni tipologia di fonte di immagini, fisse e in movimento, quello del punto di vista e della comunicazione attraverso la produzione di immaginari, sono stati ulteriormente scandagliati.

Si è posta l’attenzione sulle fotografie realizzate con cellulari e macchine digitali, che sono state commentate dal punto di vista compositivo, del linguaggio specifico, dell’intenzionalità espressiva (poetica, estetica). Si è insistito sul fatto che ai ragazzi, insegnando le specificità del linguaggio fotografico, sia data così la possibilità di riflettere, prima di scattare compulsivamente, portandoli a maturare il gusto per l’inquadratura, frutto di una scelta consapevole, motivata, finanche creativa e artistica.

Sono state riviste le metodologie per la raccolta e la schedatura delle fonti negli archivi privati, a cominciare dalle famiglie delle insegnanti, ipotizzando, per le eventuali narrazioni da parte di ognuna, temi legati a determinati periodi storici, o a fenomeni di trasformazione economica e sociale nel nostro paese.

Abbiamo quindi introdotto il tema delle fonti fotografiche (e filmiche) di famiglia e amatoriali, soffermandoci sulle loro caratteristiche (visibile/invisibile nelle rappresentazioni, immaginari, identità, felicità e dolore, conflitti, memorie e storie), individuando le parole chiave principali per connotare questi documenti (viaggi, feste, compleanni, comunioni, battesimi, matrimoni, gite, lavoro, cure famigliari, ritratti, guerre …).

Ci si è soffermati in particolare sugli aspetti della rappresentazione, della propaganda, della produzione e uso di queste fonti in quanto produttrici di immaginari e agenti di storia dalle origini della storia sia della fotografia, sia del cinema.

Si è parlato inoltre di uso di fonti e memorie di famiglia per “fare” racconto, storia e letteratura, confronto tra fotografia e pittura, ma anche per riconciliarsi con la famiglia, con alcuni dei propri cari e la propria storia. Si è considerata l’opportunità di far riflettere i ragazzi sul fatto che le fonti fotografiche o filmiche di famiglia, i racconti relativi agli eventi famigliari escludano spesso molte “zone d’ombra”. Come per l’inquadratura e la messa in scena nella realizzazione di una fotografia, o di un film, così nella scrittura e nei racconti autobiografici e di famiglia c’è sempre un punto di vista che include ed esclude, tra visibile e invisibile, e spesso quello che si esclude è il conflitto.

Si è analizzato il significato della realizzazione e dell’uso di queste fonti nella rappresentazione delle storie di famiglia, facendo riferimento a un film a base di fonti visive e sonore di famiglia, Un’ora sola ti vorrei, di Alina Marazzi, del 2002 (le insegnanti sono state invitate a reperirlo e vederlo). A questo link un’intervista alla regista che spiega l’urgenza e le scelte del film. Nel film, al di là dei suoi intenti più generali ed emozionali, emergono infatti i conflitti tra una figlia e la madre, tra la figlia e il padre, tra la protagonista e i suoi figli, nonché i conflitti interiori della protagonista.

Si è quindi proseguito con l’indicare come compilare, nel modo più accurato possibile, le schede di descrizione di ciascuna fotografia, fra quelle selezionate dalle docenti, facendo particolare attenzione alla lettura e alla descrizione dei contenuti e delle loro forme linguistiche.

Sono state analizzate le esercitazioni finora svolte, consultabili in questa pagina del sito, dove saranno a mano a mano pubblicate quelle ancora mancanti.

Infine si è deciso di rivederci il 24 giugno presso la scuola Gianturco, per una verifica conclusiva del lavoro svolto e per impostare i laboratori che saranno svolti nelle classi nell’autunno 2019.

Gli esercizi delle insegnanti dell’ I.C.Visconti di Roma

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Nell’ambito degli incontri di formazione delle insegnanti della scuola primaria e secondaria di primo grado dell’ I. C. Visconti – Gianturco di Roma, pubblichiamo a seguire i pdf di un primo esercizio da loro svolto sulla conoscenza e l’uso del linguaggio fotografico.

Le immagini e gli esercizi sono stati commentati durante i laboratori svolti il 17 e il 27 maggio 2019 a Roma, presso l’I.C. Visconti (Gianturco e Palazzo Cevia).

Fiorella Nicolini

Nicolini_Fiorella_esercizio_linguaggio_fotografico (pdf)

Nicolini_Fiorella_didascalie_esercizio_linguaggio_foto (pdf)

Nicolini_Fiorella_esercizio_analisi_narrazione_fotografia (pdf)

Nicolini_Fiorella_esercizio_analisi_narrazione_fotografia_di_famiglia_1

Michela Milani

Milani_Michela_esercizio_linguaggio_fotografico (pdf)

Milani_Michela_didascalie_esercizio_linguaggio_foto

Milani_Michela_esercizio_raccolta_di_famiglia (pdf)

Milani_Michela_Zia Clara e il viaggio_racconto di famiglia (pdf)

Marina Esposito

Esposito_Marina_esercizio_linguaggio_fotografico (pdf)

Esposito_Marina_esercitazione_descrizione_fotografie_selezionate

Esposito_Marina_esercizio_narrazione_foto_memoria_di_famiglia

Desiree Guarascio

Guarascio_Desiree_esercizio_linguaggio_fotografico (pdf)

Guarascio_Desiree_esercizio_descrizione_narrazione_foto_famiglia (pdf)

Guarascio_Desiree_esercizio_narrazioni_foto_di_famiglia (pdf)

Da”Sguardi e storie” a “Cine Foto educa”. Appunti per la didattica delle fonti audiovisive, a cura di Valeria De Laurentiis

Sperimentando con una prima media, ecco le riflessioni di una professoressa di Napoli

LUCE PER LA DIDATTICA

“Non colui che ignora l’alfabeto, bensì colui
che ignora la fotografia, -è stato detto-, sarà
l’analfabeta del futuro”. Ma un fotografo che
non sa leggere le proprie immagini non è forse
meno di un analfabeta?

Walter Benjamin, Piccola storia della fotografia (1955)

In questa foto panoramica, scattata da Vittoria, una mia alunna tredicenne, con il suo smartphone, sono rappresentata io, insegnante di una scuola media napoletana, con la sua classe durante un laboratorio per il progetto Sguardi e storie.

È una panoramica deformata (un alunno è addirittura sdoppiato) e bombata che ci ritrae nell’aula mentre osserviamo e commentiamo foto di famiglia. Sui banchi, uniti a formare un grade tavolo da lavoro, fogli, foto, telefoni cellulari (utilizzati come macchine fotografiche), un succo di frutta; alle nostre spalle una lavagna multimediale accesa.

È uno spaccato del quotidiano in una scuola italiana, sospeso tra la preistoria dei banchi, l’ipermodernità tecnologica e la necessità…

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Approvati i corsi di Cine Foto Educa a Orvieto, a.s. 2019-2020

Il 5 marzo 2019 si è svolto un incontro presso la Nuova Biblioteca Luigi Fumi di Orvieto tra Patrizia Cacciani e Letizia Cortini e le dirigenti scolastiche degli Istituti comprensivi Orvieto Baschi e Orvieto Montecchi per verificare la fattibilità di un primo corso sperimentale, in collaborazione con la Biblioteca.

A questo link è possibile leggere il report dell’incontro, a cui è seguita l’approvazione del progetto con la sperimentazione del corso e dei laboratori il prossimo anno scolastico.

A seguire il programma in sintesi.

CINE FOTO EDUCA
Educare agli immaginari con le fonti fotografiche e filmiche

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Corso sperimentale di formazione per gli insegnanti degli Istituti comprensivi di Orvieto Baschi e Orvieto Montecchio
Promosso dall’Archivio storico Luce Cinecittà, a cura di Patrizia Cacciani e Letizia Cortini, in collaborazione con la Nuova Biblioteca Luigi Fumi

Classi coinvolte: 5° elementare e 1° media

Articolazione del corso:

4 incontri di formazione solo per i docenti, tra ottobre e novembre 2019 3 laboratori nelle classi da febbraio ad aprile 2020

Finalità del progetto
Insegnare a decodificare le immagini fotografiche e cinematografiche.

Educare all’uso consapevole delle fonti fotografiche, ma anche filmiche, ai loro linguaggi specifici per lo studio della storia, per la comprensione dei fenomeni della società, delle comunità in cui i ragazzi vivono.

La finalità più ambiziosa del progetto è quella di promuovere un uso sociale, collettivo, partecipato e condiviso del fare storia (public history), una storia legata al proprio presente, ovvero un fare e comprendere, insegnanti e studenti, la società e gli eventi storici e del presente non secondo i programmi ministeriali, ma a partire dalla propria esperienza quotidiana, dalle proprie realtà, dai propri territori, dai propri ambienti “domestici” (scuola, quartieri, famiglie), interrogando le fonti private.

Obiettivi

Sviluppo di competenze nel comprendere, contestualizzare e decodificare i linguaggi fotografici e audiovisivi, nel riconoscere i codici della propaganda, della comunicazione politica, della pubblicità, della comunicazione d’impresa e istituzionale, nonché quelli del “racconto” di famiglia.

Sviluppo di abilità nella produzione ed elaborazione delle fonti fotografiche, in modo creativo. Sviluppo di abilità di digital storytelling e nella realizzazione di un sito web.

Realizzazione di nuove narrazioni storiche, sociali, personali, con l’utilizzo sia di fonti di immagini d’archivio storiche pubbliche, sia private, grazie a campagne di raccolta di nuove fonti nella scuola, in famiglia, sul territorio. Sviluppo di abilità nell’uso di linguaggi diversi, disegno, fotografia, scrittura, oralità, per narrare e comprendere storie.

Fasi del corso/laboratori

Fase preliminare/ primi due incontri con gli insegnanti (preferibilmente in due giorni di seguito, il lunedì e il martedì, ottobre 2019):

• Inquadramento storico e teorico dei contesti di produzione delle immagini fotografiche, e filmiche, dalla nascita della fotografia e del cinema a oggi. Storia della tutela di queste fonti/beni culturali, modalità di conservazione e valorizzazione.
• Illustrazione dei principali istituti di conservazione dei patrimoni e archivi storici di fonti fotografiche e audiovisive (beni culturali dal 1999) in Italia, le loro attività di promozione per l’accesso e l’uso dei patrimoni. Seguiranno attività di ricerca e consultazione delle banche dati sul web.

Seconda fase/ terzo e quarto incontro con gli insegnanti (preferibilmente in due giorni di seguito, il lunedì e il martedì, novembre 2019):

• Messa a punto di percorsi di didattica della storia con l’uso delle fonti di immagini di famiglia e con quelle provenienti da archivi storici, da banche dati digitali sul web. Teoria e pratica per la costituzione di una raccolta di fonti fotografiche e filmiche di famiglia, di analisi e trattamento dei materiali (area linguistico-letteraria e storico-artistica).
• Quarto incontro con gli insegnanti dedicato alla conoscenza della piattaforma wordpress per la costruzione di siti web, in particolare per la realizzazione e pubblicazione di esempi di narrazioni sul sito CINE FOTO EDUCA.

Durante gli ultimi due incontri con gli insegnanti saranno messe a punto le strategie e le metodologie per la scelta e la conduzione, in collaborazione con le esperte esterne, dei tre successivi laboratori nelle classi. Si potrà per la quinta elementare verificare la fattibilità di uno dei percorsi indicati sulla Guida pubblicata sul sito www.educareconlafotografia.wordpress.com, eventualmente differente da quello scelto per la classe 1° media.

Si potrà prevedere una iniziativa conclusiva con l’organizzazione di un incontro pubblico e con l’eventuale allestimento di una mostra, negli spazi della Nuova Biblioteca Luigi Fumi, eventi grazie ai quali saranno presentati e diffusi i risultati del progetto a un pubblico più ampio, anche di studiosi di storia, antropologia, sociologia, docenti universitari e ricercatori.

A fine anno scolastico gli studenti faranno la visita agli Studios di Cinecittà, come uscita programmata, e in quell’ambito sarà previsto un incontro conclusivo da organizzare insieme.